La Scuola di Danza di Reggiolo : un perfetto connubio tra generosità
La Scuola di Danza di Reggiolo : un perfetto connubio tra generosità e innovazione tecnologica e architettonica.
'La Scuola di Danza di Reggiolo : un perfetto connubio tra generosità e innovazione tecnologica e architettonica.'

È stata inaugurata a Febbraio a Reggiolo (RE) la Scuola di Danza progettata da Mario Cucinella Architects in collaborazione con i giovani professionisti selezionati per il Workshop Costruire per ricostruire. Per realizzare il progetto sono stati selezionati sei giovani architetti e ingegneri under 35, residenti nelle aree del sisma, che hanno preso parte alla progettazione. La scuola di danza fa parte di un gruppo di opere realizzate grazie al Fondo di solidarietà istituito da Confindustria, CGIL CISL UIL e Confservizi per far rinascere e ricostruire i territori colpiti dal sisma del 2012 e a cui hanno contribuito lavoratori e imprese di tutta Italia, per oltre 7 milioni di euro. La scuola di danza è il quarto dei cinque progetti emiliani realizzati grazie al Fondo Ricostruzione Emilia; le altre opere sono: la Casa della Musica di Pieve di Cento (Bologna), il Centro di coworking di Quistello (Mantova) e il Centro Polifunzionale Arti e cultura di Bondeno (Ferrara), inaugurate nei mesi scorsi; sono invece ancora in corso i lavori di quello che è l’intervento più complesso: la Residenza per disabili gravi a San Felice sul Panaro (Modena). A dimostrazione dei valori che sottendono al fare impresa nel nostro territorio, il Trust Nuova Polis Onlus ha deciso di donare alle popolazioni colpite dal terremoto nuovi spazi di aggregazione sociale, specie giovanile, di grande qualità architettonica, tecnologica, sostenibile e funzionale, costruiti con tecniche e materiali innovativi. "Lo strumento giuridico utilizzato per questa iniziativa, il Trust - afferma Piero Gnudi, garante del Trust Nuova Polis Onlus - è del tutto innovativo per la realizzazione di opere con finalità di beneficenza. Abbiamo richiesto ed ottenuto, grazie alla sensibilità dell’Agenzia delle Entrate, il riconoscimento del Trust quale Onlus: tutti i fondi donati dai privati sono stati effettivamente ed esclusivamente utilizzati per coprire i costi sostenuti per la realizzazione delle opere".

L’intervento di Reggiolo ha previsto la realizzazione di un edificio composto da 3 corpi di fabbrica differenti, rispettivamente: 1) corpo 1: spogliatoi con struttura in calcestruzzo armato a telaio, ad un unico piano fuori terra, con solaio piano in latero-cemento avente spessore 20+5 cm e in pendenza, dotato di tamponamenti in laterizio; in pianta presenta una geometria di tipo trapezoidale; 2) corpo 2: sala di danza ad un piano fuori terra, composta da colonne, pareti, travi e solai di copertura lignei; 3) corpo 3: ingresso/reception coperto, con struttura lignea. Il progetto di Reggiolo ha riguardato la costruzione di una sala per i corsi di danza, per sostituire quella danneggiata dal sisma e demolita. La nuova sala di danza è un edificio a pianta rettangolare, realizzato in legno di abete, collegato agli spogliatoi attraverso un volume completamente vetrato sui lati est e ovest. Nel volume di collegamento tra sala e spogliatoi sono inseriti l’ingresso, l’area di attesa e l’ufficio amministrativo. L'edificio presenta una forma geometrica semplice e compatta, con l'involucro a prevalenza opaco per ridurre le dispersioni termiche nei mesi invernali e minimizzare il consumo energetico degli impianti meccanici di riscaldamento. L'involucro esterno è costituito da un sistema schermante curvo esterno che delimita due piccoli patii scoperti. I giardini interni ai patii, visibili dalla sala di danza, assolvono a diverse funzioni: sono uno schermo naturale per le vetrate e mitigano l'irraggiamento solare. Gli architetti si sono ispirati alla tecnica di intreccio dei cesti di vimini per realizzare gli intrecci del sistema schermante, un chiaro richiamo alle tradizioni artigianali del territorio che si lega alla posizione della scuola di danza in un'area al limite tra il centro urbano e le campagne a sud. Di notte il sistema schermante si illumina come una lanterna, e diventa un landmark urbano attrattivo e simbolico per l’intera comunità. Il progetto è stato sviluppato secondo i principi della sostenibilità ambientale, per ridurre la domanda di energia per il funzionamento dell’edificio e ottimizzare i livelli di comfort nelle aree interne ed esterne. La forma compatta dell'edificio e la presenza di un involucro a prevalenza opaco riducono le dispersioni termiche nei mesi invernali e minimizzano il ricorso agli impianti meccanici di riscaldamento, garantendo un ambiente interno confortevole.

“Nel dramma di queste terre e di quelle del Centro Italia, colpite dagli eventi sismici – ha affermato Mario Cucinella – noi architetti dobbiamo a queste comunità tutto il nostro sforzo creativo. L’esempio della ricostruzione dell’Emilia-Romagna dimostra come la forza di una collettività si sia rappresentata con l’architettura di nuove scuole e nuove opere al servizio dei cittadini. Non solo com’era, dov’era, ma soprattutto come sarà. Dobbiamo immaginare che da questa grande sofferenza Ri-costruiremo meglio, con più attenzione, senza compromessi su sicurezza sismica e sicurezza ambientale. L’architettura di qualità promuove valori importanti come la bellezza, il design, l’ecologia, la qualità ambientale, l’innovazione, la sostenibilità e contribuisce a dare valore al territorio creando una nuova empatia con il paesaggio. La bellezza è contagiosa!”

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