Rinnovabili: a Brindisi al via la sperimentazione per ricavare energia

Rinnovabili: a Brindisi al via la sperimentazione per ricavare energia elettrica dal moto ondoso

'Rinnovabili: a Brindisi al via la sperimentazione per ricavare energia elettrica dal moto ondoso'

Al via il progetto pilota nella diga di Punta Riso

È stato sottoscritto il protocollo di intesa finalizzato all’avvio del primo impianto in grado di convertire la forza delle onde marine in energia elettrica. L’accordo è stato stipulato tra il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente di Kuma Energy, Francesco Piccione. Ricade su Brindisi, e precisamente sulla diga di Punta Riso, la scelta di una startup innovativa di Genova, la Kuma Energy Srl, costituita in luglio 2017 da tre soci, ingegneria-infrastrutture-servizi. La società progetta e sviluppa impianti per la produzione di energia elettrica dal movimento marino, sia per grandi che per piccole dighe, adatti ad ogni fondale marino e ha già ha depositato altri propri brevetti. La KE srl ha chiesto all’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale una concessione demaniale marittima di un anno a Punta Riso, per installarvi l’impianto denominato EcoMar, un sistema cimoelettrico (elettricità dal moto ondoso e dalle maree), “dispositivo dimostrativo propedeutico alla successiva installazione di un impianto per la generazione di energia elettrica dal movimento marino”. Il sistema potrà garantire a porti, a marina e porticcioli, l’energia elettrica di cui hanno bisogno. Se l’Autorità di Sistema portuale, al termine della sperimentazione e in base ai risultati punterà sui moduli EcoMar, potrebbe raggiungere un buon punto di equilibrio economico per alimentare non solo i propri impianti di illuminazione delle banchine e nuovi sistemi di fornitura di energia alle navi in sosta alternativi ai generatori di bordo a combustibili fossili.

In particolare, EcoMar può essere installato su dighe foranee di ogni dimensione e con ogni tipo di fondale, e "rappresenta una risposta concreta al fabbisogno energetico da fonti rinnovabili, quindi pienamente in linea con le strategie dell’Unione Europea di riduzione dei gas serra, rispondendo anche a requisiti di efficienza oltre che di sostenibilità". La piattaforma è progettata con l’utilizzo di componenti ecocompatibili e sicuri per l’ambiente, non richiede importanti lavori sulle infrastrutture esistenti e non altera l’aspetto della costa o gli equilibri dei fondali marini.

Sul proprio sito web Kuma Energy spiega che si tratta di un progetto modulare “con sistema di supervisione, applicativi software e sistema di acquisizione dati per la registrazione di tutte le variabili misurate. Sistemi di comunicazione per il monitoraggio e la conduzione remota degli impianti al fine di ottimizzarne la resa e attivare sistemi di protezione". Durante le attività di analisi e sperimentazione on-site, Kuma Energy sarà affiancata dal Laboratorio A-Mare dell’Università di Firenze e dal Campus Università del Salento. La startup condividerà con l’Autorità di Sistema Portuale i dati di monitoraggio ambientale e tecnico raccolti durante le sperimentazioni e, al termine del periodo di concessione, gli elementi di fattibilità e sostenibilità economica relativa all’eventuale acquisizione futura da parte dell’Autorità portuale del sistema EcoMar per la produzione di energia da moto ondoso.

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