Il nuovo Bosco Verticale di Stefano Boeri in Egitto.

Il nuovo Bosco Verticale di Stefano Boeri in Egitto.

'Il nuovo Bosco Verticale di Stefano Boeri in Egitto.'

Il Bosco Verticale, orgoglio e simbolo della nuova Milano, si prepara a diventare landmark anche in Egitto, nel deserto del Cairo, a 45 chilometri dal centro della capitale egiziana. Un concept che, dopo Milano, ha affascinato il mondo, con numerose varianti dalle dimensioni e forme sempre più imponenti, da Losanna a Utrecht, da Parigi alla Cina. La Nuova Capitale Amministrativa d’Egitto, città ancora senza nome destinata a ospitare ministeri e ambasciate, ospiterà presto Cairo Vertical Forest. La Nuova Capitale sarà uno dei più importanti hub terziari e amministrativi del paese, in cui saranno realizzate residenze e servizi per una popolazione stimata di 6,5 milioni di abitanti distribuiti in 21 nuovi distretti residenziali collegati da 650 km di nuove strade. New Cairo ha una importanza rilevante per i geologi, facendo parte dell'area protetta della Foresta pietrificata. Un sito desertico che ha almeno 35 milioni di anni, che farà da scenografia al nuovo complesso.

Il progetto della prima versione desertica della foresta verticale vede collaborare Boeri con il local architect Shimaa Shalash. Il Bosco Verticale di New Cairo sarà formato da tre torri da 7 piani ciascuna,una destinata a hotel, le altre due a uffici e appartamenti, alte 30 metri, e dovrebbe essere completato entro il 2023. In ogni appartamento ci saranno ampie terrazze private. I fronti degli edifici saranno ricoperti di verde, alloggiato in vasche posizionate sulle terrazze. Il fondamentale progetto del verde è definito insieme all’agronoma paesaggista Laura Gatti, che curò la progettazione del verde del Bosco Verticale. L’idea progettuale prevede la presenza di 350 alberi e oltre 14.000 arbusti e cespugli appartenenti a 100 specie differenti che giocheranno un ruolo importante nel mantenimento delle condizioni climatiche interne grazie alla naturale ombra che sono in grado di produrre.

“L’idea che si possa realizzare al Cairo, che ha un alto tasso di inquinamento, un Bosco Verticale, rappresenta sicuramente una sfida”, ha detto all’ANSA l’architetto Stefano Boeri. “Ma ci sono tanti altri progetti da poter realizzare. Per esempio far diventare i tetti della città tutti verdi. Oppure, creare una foresta orbitale attorno al Cairo con dei corridoi verdi che entrano in città. E ancora, sostituire gli edifici degradati con strutture verdi. Ci sono molti modi in cui si fanno le città verdi, questo del Bosco Verticale è un modo più economico e veloce per affrontare il cambiamento climatico. L’obiettivo del Bosco Verticale è proprio quello di limitare l’inquinamento”. Le tre torri fungeranno da giganteschi filtri d’aria, consumando otto tonnellate di CO2 ogni anno e restituendo sette tonnellate di ossigeno.

Il nuovo Bosco Verticale di Stefano Boeri in Egitto sarà realizzato con un investimento di Misr Italia Properties di 900 milioni di euro, pari a 16 miliardi di sterline egiziane.

"Quando ho visto per la prima volta il Bosco verticale mi è piaciuto molto e ho voluto subito incontrare Stefano per parlagliene. L'intesa è stata immediata", afferma l'amministratore delegato di Misr Italia Properties. "Qui al Cairo siamo i primi ad aver avviato un progetto ecosostenibile e ci auguriamo di poter continuare magari coinvolgendo anche il governo".

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