ENEA nel progetto Ue per produrre energia da rifiuti con celle a

ENEA nel progetto Ue per produrre energia da rifiuti con celle a combustibile

'ENEA nel progetto Ue per produrre energia da rifiuti con celle a combustibile'

I rifiuti sono prodotti di scarto del processo produttivo e dei consumi. I rifiuti sono composti da materiali che possono essere recuperati tramite il riciclaggio, oppure essere utilizzati per produrre energia termica ed elettrica, una parte di questi può, infatti, trasformarsi in combustibile. Il recupero energetico ha luogo in speciali stabilimenti di termovalorizzazione, la combustione dei rifiuti nei termovalorizzatori genera calore (energia termica) ed energia elettrica tramite un generatore elettrico a turbina. Di per sé i termovalorizzatori sono inceneritori moderni che valorizzano la combustione dei rifiuti per produrre energia. Va sottolineato che non tutti i rifiuti possono essere inviati alla termovalorizzazione; possono essere bruciati nei termovalorizzatori soltanto una particolare miscela di rifiuti pre-trattata con processi fisico-chimici. Questa miscela prende il nome di CDR (Combustibile Da Rifiuti) ed è composta prevalentemente da plastiche, prodotti derivati dal petrolio, gomme,ecc. Tutto ciò che non può essere avviato alla termovalorizzazione deve essere stoccato nelle discariche normali o speciali a seconda della tipologia del rifiuto. Una recente controversia verte sulla collocazione del CDR tra le fonti di energia rinnovabili.

ENEA, insieme a Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), Technical University of Denmark e gruppo industriale Solidpower, ha messo a punto un innovativo processo per produrre energia elettrica da rifiuti organici nell’ambito del Progetto europeo Waste2GridS - W2G, Rifiuti per le Reti (elettriche e gas) appena concluso. Il cuore del processo è rappresentato dalla tecnologia rSOC (Celle a Combustibile a Ossidi Solidi Reversibili) che, oltre a produrre energia elettrica da rifiuti, utilizza l’elettricità in eccesso da fonte eolica e fotovoltaica per produrre combustibile gassoso da impiegare nei trasporti o da immettere nella rete di distribuzione del gas naturale. “Questa soluzione consente di trasformare in opportunità la gestione di rifiuti e residui organici e di utilizzare l’energia elettrica prodotta in eccesso da fonti rinnovabili che altrimenti andrebbe persa” annunciano Alessandro Agostini e Claudio Carbone, ricercatori del Laboratorio ENEA Accumulo di Energia e Tecnologie per l'Idrogeno che hanno collaborato al progetto. “In un contesto di crescente penetrazione di fonti rinnovabili non programmabili, la tecnologia rSOC consente di valorizzare l’eccesso di produzione e di migliorare la gestione e la stabilità del sistema elettrico, favorendo l’integrazione tra la rete gas e la rete elettrica”.

La tecnologia proposta favorirebbe inoltre il raggiungimento degli obiettivi UE in termini di produzione di energia da rinnovabili (32% del mix energetico, recepito nel PNIEC – Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, con un 55% di energia elettrica rinnovabile nel 2030) e di quelli segnalati nella direttiva Waste che fissa alla stessa data una quota del 60% di separazione dei rifiuti urbani per il loro riutilizzo o la loro valorizzazione energetica se non più riciclabili.

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