Covid 19 e Superbonus: l’edilizia rallenta nel 2020

Covid 19 e Superbonus: l’edilizia rallenta nel 2020

'Covid 19 e Superbonus: l’edilizia rallenta nel 2020'

Calo nelle manutenzioni straordinarie dovuto all’emergenza sanitaria e lavori differiti per usufruire del Superbonus 110%

In arrivo i primi dati dal Servizio Studi e dal Cresme, presentato il 26 novembre 2020 nell’Ufficio di Presidenza della Commissione Ambiente della Camera. Il documento di quest’anno fa riferimento agli effetti determinati dalla crisi provocata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 e indica una prima stima dell’impatto potenziale sul mercato del superbonus 110% introdotto nel corso del corrente anno. Secondo il Rapporto 2020 “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione” , l’emergenza sanitaria ha fermato bruscamente l’edilizia nel 2020 causando un calo del 7,4% del valore della produzione nelle nuove costruzioni e del 10,4% nelle manutenzioni straordinarie. Un ulteriore rallentamento è stato causato dal Superbonus 110%, che ha portato ad un differimento degli interventi di manutenzione straordinaria in attesa dell’avvio della piena operatività dell’incentivo.

Ad oggi, infatti, sono stati presentati ed autorizzati solo 193 per un valore di 14,7 milioni e di 16,2 milioni di crediti generati, secondo i risultati registrati in quasi 20 giorni di attività del portale Enea per la ricezione delle istanze per il Superbonus. Alla luce dei primi dati, il Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli preannuncia l’intenzione del governo e delle forze parlamentari di prorogare l’incentivo.

“Una valutazione - ha affermato il ministro - che deve tener conto delle esigenze di bilancio dello Stato, e in realtà anche dell’intersezione che c’è tra queste e l’utilizzo dei fondi del Next Generation EU, in particolare del Recovery and Resilience Fund".

Tuttavia, in relazione alle richieste di estendere il beneficio a nuove tipologie di fabbricati e nuove categorie di individui, il ministro, sottolinea che il Superbonus è "una misura shock" per rilanciare il settore delle costruzioni ed implementare l’efficientamento sismico ed energetico, ma che non può configurarsi come una misura a tempo indeterminato.**

“Mi sembra - ha aggiunto il ministro - che, al momento, il Suberbonus individui in modo adeguato tutti gli interventi che possono beneficiare della detrazione”.

In qualunque caso, per il Superbonus 110%, si stima un impatto potenziale sul mercato di 2,4 miliardi di euro, tutti nel 2021, e, nell’ipotesi di un prolungamento dei benefici a tutto il 2022, di 8 miliardi di euro, dei quali 1.614 nel 2021 e 6.455 nel 2022.

In generale, dalle stime del CRESME emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2020, oltre 21 milioni di interventi. In 22 anni le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a oltre 346 miliardi di euro. Il dato a consuntivo per il 2019 indica un volume di investimenti pari a 28.762 milioni di euro veicolati dagli incentivi fiscali per il recupero edilizio, la riqualificazione energetica, la riduzione del rischio sismico e la riqualificazione delle facciate (la previsione elaborata nel rapporto dello scorso anno per il 2019 era stata di 28.963 milioni di euro).   Nel 2020, a causa della crisi pandemica, la previsione costruita a partire dai dati dei primi 9 mesi dell’anno porta a stimare questo valore in 25.105 milioni di euro, con una flessione del 12,7% rispetto al 2019. L’analisi dei dati mensili, che rendicontano i pagamenti per i lavori effettuati, evidenzia che la flessione causata dalla pandemia è durata cinque mesi, da aprile ad agosto, con picchi di riduzione rispetto allo stesso periodo del 2019 toccati a maggio (-57,9%) e giugno (-42,6%); mentre con settembre l’attività è tornata crescere del +6,5%.

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