Bonus facciate 2020

Bonus facciate 2020

'Bonus facciate 2020'

Come funziona la detrazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2020

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2019 della Legge di Bilancio 2020 (Legge 160/2019) è stato introdotto un nuovo incentivo per chi effettua lavori sulle facciate degli edifici. In particolare la nuova detrazione fiscale, detta Bonus Facciate, consiste in una detrazione fiscale (Irpef) del 90%, "per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444". La zona A comprende parti del territorio consistenti in agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi; la zona B include, invece, le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A: si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5 per cento (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq. Non è previsto un limite di spesa per le singole unità immobiliari. Saranno ammessi al bonus facciate gli interventi sulle strutture opache della facciata, sulla parte esterna dei parapetti, su balconi, cornicioni, ornamenti e fregi. Le spese ammesse al Bonus riguarderanno inoltre, intonacature, verniciature, rifacimento delle ringhiere, decorazioni, restauro dei marmi in facciata ecc.. Sono esclusi dal bonus interventi su impianti di illuminazione, cavi TV, impianti pluviali, infissi.

La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi. Il Bonus Facciate, inoltre, sarà cumulabile con tutte le altre misure di risparmio energetico (ecobonus, bonus ristrutturazioni, ecc.).

Nel caso di interventi che abbiano effetti sull’efficienza energetica dell’edificio o che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, dovranno essere soddisfatti i requisisti minimi di prestazione energetica previsto dal dal DM 26 giugno 2015 e, per quanto riguarda la trasmittanza termica, i requisiti della tabella 2 (trasmittanza termica utile delle strutture componenti l'involucro edilizio) del DM 26 gennaio 2010. In tali casi, i lavori saranno soggetti ai controlli ENEA che, sulla base delle informazioni contenute nelle richieste di detrazione, monitora e valuta il risparmio energetico ottenuto grazie agli interventi. Con questa formulazione, il bonus facciate potrebbe sovrapporsi all’ecobonus per gli interventi sull’involucro. Per i lavori che riguardano le strutture opache verticali, l’ecobonus prevede una detrazione del 65%, con tetto di spesa di 60mila euro. Gli edifici in zona A e B potrebbero quindi scegliere tra ecobonus e bonus facciate. Quest’ultimo, con aliquota al 90% e nessun tetto di spesa, risulterebbe più conveniente. Segnaliamo che Legambiente, Renovate Italy, Kyoto Club, Green Building Council Italia (Gbc) e l'Associazione Nazionale Isolamento Termico e Acustico (Anit), in una nota congiunta, avevano chiesto al Parlamento di modificare la norma ritenendo che il Bonus Facciate "affosserà gli investimenti di efficienza energetica e prevenzione sismica". Per l'operatività completa, ovviamente, si attende a brevissimo un'apposita circolare dell'Agenzia delle Entrate.

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