BIM come strumento di ripresa: ASSOBIM pubblica il suo “Manifesto

BIM come strumento di ripresa: ASSOBIM pubblica il suo “Manifesto per il rilancio delle Costruzioni”

'BIM come strumento di ripresa: ASSOBIM pubblica il suo “Manifesto per il rilancio delle Costruzioni”'

Assobim, associazione nata con lo scopo di dare rappresentatività alla filiera tecnologica del Building Information Modeling, esprime la propria posizione sulla necessità di innovazione nel settore delle costruzioni e avanza delle proposte per favorire il rilancio delle attività attraverso la digitalizzazione dei processi. La pandemia da coronavirus ha portato ad un cambio radicale nel nostro modo di vivere, riducendo la mobilità degli individui e diffondendo un nuovo metodo di lavoro basato sullo smart working. L’associazione sottolinea infatti che l’emergenza sanitaria ha portato a scelte di lockdown che hanno provocato un impatto non solo sui singoli cittadini, ma anche le aziende e le società nel loro complesso, provocando ripercussioni sul morale, sulla società e sull’economia. La possibilità di lavoro in remoto ha portato alla diffusione di applicazioni di messaggistica istantanea aziendale e sistemi di videoconferenza che hanno permesso di creare delle riunioni virtuali che si avvicinano molto a quelle tradizionali. Dashboard digitali condivise e strumenti di project management evoluti rendono possibile pianificare, gestire e monitorare il lavoro a distanza, condividendo le attività tra colleghi e verso aziende partner e clienti. Tuttavia molte aziende hanno riscontrato delle difficoltà a causa dell’adozione di strumenti poco digitali e quindi poco idonei per gestire l’emergenza attuale. Aziende che sono all’affannosa ricerca di soluzioni per implementare i propri processi che consentano di svolgere da remoto diverse attività, per poter tutelare la salute dei propri dipendenti e poter servire adeguatamente i loro clienti.

“Lungimiranza, visione di lungo termine e scelte strategiche possono fare la differenza in questo momento. Si deve, infatti, considerare che, anche quando questo periodo sarà terminato, le aziende e i consumatori non riprenderanno subito la loro vita normale. Resterà ancora forte attenzione per monitorare la situazione sanitaria. Per questo è importante iniziare già adesso a dotarsi di strumenti di collaborazione, che consentano di digitalizzare i processi attivi con i propri fornitori e clienti, rendere digitale la gestione dei documenti o implementare sistemi di firma digitale.” - afferma Assobim.

Nel settore costruzioni, sostiene l’associazione, la risposta è rappresentata dal BIM, che è lo strumento di lavoro idoneo in grado di aiutare gli operatori ad avviare il processo di revisione e di riconfigurazione in senso digitale dell’intera filiera delle costruzioni. Anche in un settore tradizionalista come quello delle costruzioni industria 4.0, digitalizzazione, smart building, realtà virtuale sono termini che sono entrati nell’uso comune e mai come oggi risulta ancor più fondamentale per tutti gli attori della filiera (Committenti, Professionisti, Imprenditori, Produttori e Distributori Commerciali) rivoluzionare approcci, metodi e processi, per far fronte all’epocale cambiamento che sta investendo la nostra Società. Per far fronte a questa necessità il BIM (Building Information Modeling), che su termini quali collaborazione a distanza, condivisione delle informazioni, interoperabilità e standard digitali poggia la sua “costruzione” è lo strumento di lavoro idoneo in grado di aiutare gli operatori ad avviare il processo di revisione e di riconfigurazione in senso digitale dell’intera filiera delle costruzioni.

ASSOBIM pertanto propone di destinare parte degli stanziamenti mobilitati per combattere il coronavirus e per la successiva ricostruzione economica a investimenti urgenti per stimolare l’Innovazione, specialmente proteggendo ed aiutando a crescere le micro/piccole e medie imprese (PMI) vitali per il nostro tessuto produttivo, protagoniste indiscusse di Open Innovation ma minacciate dagli sconvolgimenti del Covid-19 e dai rischi di esistenza stessa per via delle posizioni dominanti dei grandi gruppi che sopravviveranno. Oltre a questo, Assobim chiede di rafforzare il DM 560/2017, accorpandolo al Codice Appalti. Il Governo sembra aver già mosso dei passi in questa direzione, inserendo i riferimenti al BIM nella nuova bozza del Regolamento attuativo del Codice Appalti. Si propone inoltre il riconoscimento di incentivi per le stazioni appaltanti pubbliche che si atterranno al Decreto BIM, mostrando di possedere le competenze e gli strumenti tecnologici adeguati. Si tratta, in sostanza, di incentivare chi adotta metodi per la progettazione intelligente basati sui modelli 3D, che consentono di progettare, costruire e gestire in modo efficiente gli edifici e le infrastrutture.

“Pensiamo che sia fondamentale in questo frangente che lo Stato assuma soprattutto il ruolo di committente di infrastrutture fondamentali per modernizzare il paese, e che la loro realizzazione debba essere una occasione colta in pieno per la digitalizzazione dei processi di progettazione e costruzione di tutta la filiera.”

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