Notre-Dame: arrivano le prime idee per il restauro della guglia della

Notre-Dame: arrivano le prime idee per il restauro della guglia della Cattedrale di Parigi.

'Notre-Dame: arrivano le prime idee per il restauro della guglia della Cattedrale di Parigi.'

La cattedrale di Notre-Dame, uno dei monumenti storici di Parigi più famosi al mondo, è bruciata nella serata di lunedì 15 aprile a causa di un incendio che si è sviluppato nella parte superiore dell’edificio, in corrispondenza dei ponteggi montati intorno alla guglia, nell’ambito di alcuni lavori di restauro. Nella mattina di martedì 16 aprile, l’incendio è stato spento completamente dai vigili del fuoco, ma la cattedrale ha subito gravi danni che richiederanno un lungo lavoro di ricostruzione e restauro. La gravità dell’incendio è diventata evidente agli occhi di tutti noi quando alle 19:50 è crollata la guglia di Notre-Dame, uno degli elementi architettonici simbolo della cattedrale stessa. Collocata sulla crociera , era alta 45 metri ed era stata costruita nel 1860 su progetto di Eugène Viollet-le-Duc: quella originale del Duecento era stata demolita alla fine del diciottesimo secolo. Nel crollo, la pesante guglia (circa 750 tonnellate) ha causato seri danni alla volta della cattedrale, sfondando una volta a crociera, uno dei danni, per ora, più evidenti dall’interno. La costruzione di Notre-Dame fu avviata nel dodicesimo secolo. Nel corso degli anni, la cattedrale ha subito numerosi rimaneggiamenti fino ad assumere, nell’Ottocento, l’aspetto che conosciamo oggi. Negli ultimi anni, l’edificio aveva iniziato a mostrare diversi segni di deterioramento, causati soprattutto dall’inquinamento atmosferico. I lavori in corso poco prima dell’incendio erano dedicati al restauro della guglia, con un costo stimato intorno ai 6 milioni di euro. Poco dopo il grande incendio il primo ministro francese Édouard Philippe, nel corso di una conferenza stampa, ha annunciato pubblicamente la sua intenzione di lanciare un concorso internazionale di architettura per la ricostruzione della guglia crollata, specificando che l’obiettivo è quello di capire quale direzione seguire: se ricostruire la guglia disegnata da Viollet-le-Duc o se progettare una nuova guglia “in linea con le tecniche e le sfide del nostro tempo”. In attesa dell’ufficialità del concorso, architetti e creativi di tutto il mondo hanno iniziato a scatenare la propria fantasia proponendo dei personali progetti di ricostruzione.

Lo Studio Fuksas, guidato da Massimiliano e Doriana Fuksas, ipotizza una guglia in cristallo Baccarat che possa essere illuminata di notte. Sarebbe il simbolo della fragilità della storia, ma anche di una rinnovata spiritualità.

Norman Foster ha immaginato una struttura "leggera e ariosa", che si distacca dall'originale,ma che possa comunque rappresentare il perfetto connubio tra antico e moderno servendosi delle tecniche più all'avanguardia.

Per ricordare il forte legame con la storia, l’architetto russo Alexander Nerovnya propone la combinazione tra un tetto in vetro e un guglia dalla struttura più tradizionale. Sempre con il chiaro obiettivo di mantenere vivo il forte legame tra storia antica e moderna.

La proposta dello studio di Bratislava Vizumatelier presenta una torre dalla struttura sottile e leggera, sormontata da un fascio di luce rivolto verso il cielo. “Durante il medioevo i costruttori cercarono di raggiungere il cielo [con le loro costruzioni] e Eugène Viollet-le-Duc ci riprovò nel XIX secolo, avvicinandosi di molto. Ora è possibile farlo accadere grazie alle nuove tecnologie", commentano i progettisti sul loro profilo Instagram.

Tra le differenti proposte, ce ne sono anche alcune che si distinguono per essere green. Un esempio è la ricostruzione dello Studio NAB, guidato da Nicolas Abdelkader e Marie-Alizée Tulli. Descritta come una cattedrale "in green for all", il progetto vedrebbe la creazione di una serra sul tetto che abbraccia la reintroduzione della biodiversità, l'educazione all’agricoltura urbana e la solidarietà.

Studio Drift, con sede ad Amsterdam, ha proposto di realizzare un nuovo tetto per la cattedrale utilizzando la plastica raccolta dalle acque inquinate dei nostri oceani, grazie al sostegno dell’associazione no-profit The Ocean Cleanup.

E' giusto lasciare libero spazio alla creatività e all'immaginazione, ma prima di tutta bisognerà verificare le condizioni di staticità della cattedrale, e questo lavoro richiederà ancora del tempo, anni, l'affascinante questione architettonica della guglia, per ora, dovrà aspettare.

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