Il progetto + GAS per la produzione di biometano da energia elettrica

Il progetto + GAS per la produzione di biometano da energia elettrica rinnovabile.

'Il progetto + GAS per la produzione di biometano da energia elettrica rinnovabile.'

Obiettivi fondamentali delle nuove politiche energetiche, sviluppatesi in Italia ed in Europa, negli ultimi anni, sono l’incremento dello sfruttamento di fonti rinnovabili e il contenimento delle emissioni inquinanti. Trasformare l’energia elettrica da fonti rinnovabili in un combustibile pulito da utilizzare per autotrasporto o per uso domestico è l’obiettivo alla base della realizzazione del progetto +GAS, progetto coordinato dall’ENEA, che è stato selezionato tra i progetti vincitori del Bando per progetti di ricerca industriale strategica rivolti all’innovazione in ambito energetico (DGR n.1097/2015) della Regione Emilia-Romagna, in attuazione del POR-FESR 2014-2020.

Nel contesto del progetto è stato analizzato un innovativo processo ‘Power to Gas’ che permette di trasformare l'energia elettrica in eccesso prodotta da fonti rinnovabili non programmabili (fotovoltaico, eolico) in idrogeno e successivamente in combustibile (biometano) per autotrazione o da immettere nella rete di distribuzione del gas naturale. Il combustibile viene prodotto insufflando idrogeno e anidride carbonica in appositi digestori dove, mediante utilizzo di batteri selezionati ad hoc, avviene la trasformazione in biometano.

“L’incremento di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili come il fotovoltaico o l’eolico può generare degli eccessi di offerta rispetto alla domanda. Da qui l’interesse per soluzioni che consentono di recuperare l’elettricità prodotta in eccesso, trasformandola in biometano per autotrazione o da immettere in rete”, ha sottolineato Giuseppe Nigliaccio, ingegnere del Dipartimento tecnologie energetiche dell’ENEA e coordinatore del progetto +GAS.

La novità di questo processo sta nell’abbinare sinergicamente il tema dell'accumulo energetico, con lo sviluppo di nuovi combustibili rinnovabili ed anche con la riduzione delle emissioni di anidride carbonica che altrimenti verrebbe emessa in atmosfera.

L’ing. Migliaccio ha chiarito: “Per poter arrivare a una ‘realizzazione su scala industriale’ occorre prima implementare la tecnologia attraverso la costruzione di impianti pilota su scala reale. La presenza di incentivi, l’aumento dell’efficienza ed una riduzione dei costi di realizzazione e gestione dell’impianto, potrebbero rendere la tecnologia utilizzabile già dai prossimi anni”.

Le apparecchiature sperimentali realizzate per il progetto e i risultati ottenuti sono stati presentati in anteprima nella manifestazione: Ecomondo.

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