Piano nazionale energia e clima 2030: gli obiettivi per l’Italia

Piano nazionale energia e clima 2030: gli obiettivi per l’Italia

'Piano nazionale energia e clima 2030: gli obiettivi per l’Italia'

Rinnovabili al 30% nei consumi energetici e meno 33% di emissioni. Il Mise pubblica la proposta.

Inviata a Bruxelles dai Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti la proposta per il PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima).
Il documento, redatto da tutti gli Stati membri, è uno degli strumenti chiave richiesto dal Pacchetto UE Energia pulita: nelle sue pagine sono contenute politiche e misure nazionali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi europei 2030 in linea con le 5 dimensioni dell’Energy Union. Il documento dovrà essere adottato, dopo l’ok dell’esecutivo UE, entro il 31 dicembre 2019. “Siamo riusciti nei tempi previsti a elaborare uno strumento fondamentale per la politica energetica e ambientale del nostro Paese e dell’UE per i prossimi 10 anni, – spiega il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’Energia Davide Crippa. – Il merito va a un cambiamento radicale nell’approccio alla politica energetica e all’eccellente lavoro di squadra che ha coinvolto tecnici e policy maker di MiSE, MATTM, MIT, GSE, RSE, ISPRA, ENEA, Politecnico di Milano e ARERA”. Il piano è vincolante per l’Italia. Ciò significa che, una volta che l’Europa lo avrà approvato, non si potrà prescindere dagli obiettivi elencati.

Nelle 238 pagine del documento si ribadisce l’impegno dell’Italia nella decarbonizzazione, autoconsumo, generazione distribuita, sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi, efficienza, ricerca e innovazione, competitività. La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra è uno tra gli obiettivi principali del piano. Le emissioni dovranno essere ridotte di almeno il 40% al 2030 a livello europeo rispetto al 1990, percentuale da ripartire tra industrie energetiche, settori industriali energivori e aviazione (settori Ets) e trasporti, residenziale, terziario, agricoltura e rifiuti (settori non Ets), che devono registrare rispettivamente un -43% e un -30% rispetto all’anno 2005. L’Italia ha superato in maniera significativa il livello atteso di riduzione delle emissioni. In particolare, dagli ultimi dati disponibili dell’inventario nazionale al 2016, le emissioni di gas a effetto serra, per il comparto non Ets, indicano una riduzione di circa il 18% rispetto al 2005 che, al 2020, dovrebbe arrivare a circa il -21% facendo registrare un “overachievement” pari a 246 Mt CO2eq cumulate per l’intero periodo 2013-2020.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, l’Italia intende perseguire un obiettivo di copertura, nel 2030, del 30% del consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili, delineando un percorso di crescita sostenibile delle fonti rinnovabili con la loro piena integrazione nel sistema. Il contributo delle rinnovabili, nelle previsioni, è differenziato in tre diversi settori: 55,4% di quota rinnovabili nel settore elettrico, 33% di quota rinnovabili nel settore termico (usi per riscaldamento e raffrescamento), 21,6% per quanto riguarda l’incorporazione di rinnovabili nei trasporti.

Si punta a favorire l’uso di biocarburanti avanzati, nonché l’incremento progressivo di nuove immatricolazioni di auto elettriche pure per raggiungere la quota di 1,6 milioni di auto elettriche al 2030, che se sommate alle auto ibride (4,4 milioni), consentirebbero di arrivare a un valore complessivo di 6 milioni di auto elettrificate, entro il 2030.

Infine, con il recepimento della Direttiva 2018/844/UE di modifica della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica degli edifici, previsto entro il 10 marzo 2020, sarà redatta la strategia di lungo termine per la ristrutturazione del parco immobiliare, che conterrà, tra l’altro, una rassegna completa degli edifici sul territorio nazionale, sia pubblici che privati, e una tabella di marcia basata su indicatori, per il conseguimento dell’obiettivo di decarbonizzazione al 2050, con tappe intermedie al 2030 e al 2040.

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