LA COLLINA COPENHILL : L'INCENERITORE DI COPENAGHEN.

LA COLLINA COPENHILL : L'INCENERITORE DI COPENAGHEN.

'LA COLLINA COPENHILL : L'INCENERITORE DI COPENAGHEN.'

La collina Copenhill è l’inceneritore di Copenaghen, sul cui tetto inclinato si potrà sciare, mentre dal tetto della camera di combustione e dei filtri a umido dell’inceneritore si ammirerà il quartiere di Christiania. Venti euro l'ora per provare l’ebbrezza di uno slalom sopra i rifiuti di Copenhill, lo ski resort più singolare del mondo: ovvero il nuovo termovalorizzatore di Copenaghen, che con i suoi 85 metri di altezza e la sua elegante silhouette è già diventato un punto di riferimento della skyline della capitale danese.

Bjarke Ingels ha vinto nel 2011 il concorso per progettare l’inceneritore in modo che diventasse anche un’attrazione per la città, con un giardino e una pista da sci. L’impianto è stato costruito dal consorzio dei comuni danesi Amager Ressource Center ed è costato circa 580 milioni di euro. Per misura, ha la capacità di bruciare 400mila tonnellate di rifiuti l’anno, simile al termoutilizzatore di Figino con cui a Milano l’Amsa (A2a) riscalda interi quartieri di Milano. Il tetto inclinato comprende tre piste da sci di diversa difficoltà, due skilift, un ascensore per le terrazze panoramiche, una caffetteria, la più alta parete di arrampicata al mondo. Il termovalorizzatore ha due caldaie a griglia capaci di lavorare ciascuna 35 tonnellate l’ora, due linee di depurazione fumi a umido con condensazione del vapore e una turbina da 67 megawatt elettrici. Grazie a un efficiente sistema di condensatore del vapore, il rendimento energetico complessivo dell’impianto arriva al 107%. Non tutti i rifiuti diventano energia: una parte del ricupero di Copenhill è sotto forma di materie riciclabili, come i metalli che vengono estratti dalle ceneri e anche le stesse ceneri, che diventano carica inerte per calcestruzzo al posto della sabbia o della ghiaia. L'introduzione di una tassa di 3,3 euro per ogni chilo di ossidi di azoto emessi ha indotto ad aumentare fortemente la depurazione dei fumi, con composti dell’azoto inferiori a 15 milligrammi ogni metro cubo d’aria emessa. L'impianto è operativo da un paio d’anni mancavano solo le piste da sci, chiuse per svariati test di sicurezza. Forti di un rapporto della società di consulenza esterna Rambøll, che certifica rischi di incidenti pari a un decesso ogni milione di anni (quindi molto inferiori a quelli di un volo in aereo), lo ski resort aprirà al pubblico venerdì 4 ottobre. La pista si snoderà dal tetto del termovalorizzatore fino alla base della struttura, per una lunghezza di circa 400 metri e 10mila metri quadrati di estensione, servita da quattro fra skilift e tappeti, con tanto di noleggio sci, piccolo rifugio in vetta e maestri di sci.

La pista sintetica è stata costruita ad Albano Sant’Alessandro, in provincia di Bergamo. Le piste in plastica riciclabile e rigenerabile di Copenhill, completamente made in Italy, sono state costruite dalla piccola ma agguerritissima azienda Neveplast. Aggiudicarsi la gara internazionale per la pista da sci di Copenhill non è stato facile: ci sono voluti sei anni di incontri, discussioni, modifiche e soprattutto test contro i prodotti dei concorrenti prima di conquistare, nel giugno 2017, la fiducia incondizionata dei danesi. Neveplast ha realizzato per Copenhill un nuovo prodotto con ben cinque sfumature di verde, in modo da rendere la pista sintetica il più possibile simile a un prato naturale. "Abbiamo sviluppato e brevettato un materiale plastico in grado di riprodurre le stesse sensazioni di una normale sciata - spiega Niccolò Bertocchi, uno dei fondatori di Neveplast - differenziandoci dai competitor grazie a tecnologie nuove e interamente made in Italy che, per esempio, hanno eliminato la necessità di dover bagnare la pista sintetica prima di utilizzarla".

L’intera struttura, oltre all’innovazione tecnologica, è stata infine progettata con una grande attenzione ad alcuni aspetti di sostenibilità. Come la facciata esterna che si compone di piastrelle metalliche dalle varie forme e dimensioni che svolgono una triplice funzione: supportano il giardino verticale, si regolano per gestire al meglio l’ingresso di luce naturale negli ambienti e raccolgono l’acqua piovana che verrà riutilizzata per l’irrigazione delle aree verdi.

Il termovalorizzatore di Copenaghen è alto 85 metri, lungo 200 e largo 60. L'impianto Amager Bakke, ora ribattezzato Copenhill, smaltisce circa 400mila tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno da oltre 500mila abitanti e da almeno 46mila aziende, garantendo elettricità a 60mila abitazioni e teleriscaldamento a 160mila case.

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