Apre Green Pea a Torino: architettura simbolo dedicata al tema del

Apre Green Pea a Torino: architettura simbolo dedicata al tema del Rispetto

'Apre Green Pea a Torino: architettura simbolo dedicata al tema del Rispetto'

Architettura sostenibile firmata da ACC Naturale Architettura Cristiana Catino e Negozio Blu Architetti

Il primo Green Retail Park al mondo è stato inaugurato nei giorni scorsi a Torino al Lingotto, affianco al primo Eataly aperto nel 2007. 15.000 mq dedicati a prodotti sostenibili e rispettosi della natura racchiusi in un edificio altamente sostenibile, manifesto delle nuove tecnologie e materiali rispettosi della Terra. L’architettura stessa, infatti, diventa simbolo dell’idea di rispetto dell’ambiente e armonia con la natura. Commissionato da Eataly Real Estate, Green Pea è l’ultimo tassello della riqualificazione dell’area ex-industriale Carpano Lingotto, un progetto cardine del processo di rigenerazione che interessa l’area sud di Torino. Il progetto, curato da ACC Naturale Architettura Cristiana Catino e Negozio Blu Architetti (Ambrosini, Gatti, Grometto), già progettisti del primo Eataly, utilizza una trama di materiali naturali, la luce e il verde per creare un edificio resiliente ed eco-sostenibile in ogni suo dettaglio.

Il volume organico è scandito da un graticcio ligneo esterno dal pattern irregolare, che rappresenta il marchio di fabbrica dell’opera. Esso garantisce unità al volume e, al contempo, ne stempera in parte l’impatto massivo e sfaccettato. All’interno, la seconda pelle dell’involucro vero e proprio gioca su un sistema di bucature che svuota progressivamente lo spigolo principale, tra i fronti sud e ovest. Così, mentre sul lato nord, completamente cieco, si addossano i vani tecnici, qui, in corrispondenza dell’angolo, la cortina, completamente vetrata, marca l’ingresso principale, diversamente impercettibile, trasformandolo di sera in una lanterna. L’atrio, a tutt’altezza, è caratterizzato dai ballatoi e rampe di scale mobili, sviluppati su cinque piani per un totale di 25 m di altezza. L’orientamento Nord-Sud e la forma svasata dell’ultimo piano sono studiati per adattarsi alle condizioni climatiche ed ambientali e garantire la migliore distribuzione dell’irraggiamento solare. L’involucro esterno, composto da un guscio di lamelle frangisole in legno sostenute da una nervatura in acciaio, forma un "treillage" tecnico che fa da filtro tra interno ed esterno e permette all’edificio di respirare, di aprirsi alla città e di proteggersi dal sole. Le lamelle, termo-trattate per l’uso esterno e irrigidite da un’anima metallica, sono state realizzate con legno di abete recuperato dalle foreste della trentina Val di Fiemme e del Bellunese, distrutte dalla tempesta dell’ottobre 2018 e dalle quali tradizionalmente si ricavava il legno per le tavole armoniche degli strumenti. Il guscio interno invece, costituito da un tamponamento di pannelli sandwich in legno massello KVH, coibentati in fibra di legno e rivestiti in lamiera metallica, è sezionato dai grandi tagli delle superfici vetrate che inondano di luce naturale gli spazi interni.

La struttura portante, è in acciaio, materiale riciclabile al 100%, ed è interamente montata a secco tramite bullonature, in modo da essere smontabile e rimovibile facilmente consentendone nel lungo periodo l’allungamento del ciclo di vita: una maglia di travi principali (HEA1000) e secondarie (IPE400) appoggiata su pilastri tubolari, definisce un sistema leggero, ma al tempo stesso ad alta resistenza in cui gli appoggi puntuali delle componenti orizzontali sono ridotti al minimo per consentire maggiore libertà nella concezione e gestione degli spazi. La struttura è stata montata attraverso una cantierizzazione per settori verticali, da terra all’ultimo livello, ottimizzando i tempi di costruzione. Il verde, che si inserisce nella trama della facciata in legno, diventa vero e proprio materiale costitutivo dell’architettura,, sviluppandosi in un sistema di terrazze in cui sono piantumate piante ad alto fusto in grandi vasche, fino alla copertura, dove vi è il grande tetto giardino attrezzato, caratterizzato da una serra bioclimatica. All’interno: vernici antibatteriche, brani di pavimento piezoelettrico (kinetic floor), che consentono il recupero dell’energia cinetica generata dal passaggio degli utenti e uno spazio didattico e di sensibilizzazione intorno ai temi della riduzione dei consumi e della produzione di energia pulita.

Dal punto di vista impiantistico Green Pea utilizza diverse modalità di produzione di energia attraverso fonti rinnovabili: pozzi geotermici, pannelli fotovoltaici, pannelli solari, mini pale eoliche, smart flowers. Gli impianti sono intenzionalmente lasciati a vista anche per richiamare le origini industriali del sito. L’insieme di queste strategie ambientali attive e passive, rivolte al raggiungimento della massima efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni di CO2 ha consentito di ottenere un punteggio del Protocollo Itaca di 3.5.realizzando un edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building) in classe A3.

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