L’Albero Bianco di Sou Fujimoto è la nuova architettura folle di

L’Albero Bianco di Sou Fujimoto è la nuova architettura folle di Montpellier

'L’Albero Bianco di Sou Fujimoto è la nuova architettura folle di Montpellier'

Un progetto internazionale per rinnovare lo skyline della città

L’Arbre Blanc Residential Tower è frutto di un concorso internazionale denominato "La Folie architecturale de Richter” indetto dal consiglio comunale di Montpellier nel 2013 con lo scopo di rinnovare e arricchire il patrimonio architettonico dell’omonimo quartiere della città francese. L’obiettivo della competizione era quello di realizzare un progetto audace che si adattasse all’ambiente circostante e comprendesse abitazioni e negozi.

Il gruppo di architetti coinvolti nella progettazione, vincitori del concorso, è formato da Dimitri Roussel, Manal Rachdi OXO architects, Nicolas Laisné, e Sou Fujimoto Architect; un team che rappresenta il connubio tra due differenti generazioni e l’ibridazione delle culture tipica delle cittadine mediterranee: la giovane generazione francese è rappresentata da Manal Rachdi (Oxo) e Nicolas Laisné Associés, mentre il coinvolgimento del giapponese Sou Fujimoto dimostra l’internazionalità dell’opera e un portato teorico non indifferente. Nella progettazione gli architetti si sono soffermati sull’accessibilità e sulla dimensione umana realizzando gli spazi pubblici nella parte inferiore e superiore dell’edificio. Al piano terra è presente una galleria d’arte con pareti di vetro che si aprono sulla strada, mentre sul tetto è presente un public bar e un'area comune per i residenti, appositamente pensata in modo che anche i proprietari degli appartamenti ai piani più bassi possano godere della vista panoramica.

L’elemento interessante dell’edificio è rappresentato dal suo design: ispirata ad un albero, l’architettura è composta da balconi che si dipartono da un tronco centrale e coperture in acciaio bianco che proteggono la facciata e rendono dinamiche le superfici esterne. Le proporzioni dei balconi sottolineano tale scopo abbracciando l'esterno, così come le foglie che si piegano alla ricerca della luce del sole. I numerosi balconi e pergolati promuovono la vita all'aria aperta e consentono un nuovo tipo di relazione tra i residenti. Ogni appartamento ha uno spazio esterno di almeno 7 m² (il più grande è di 35 m²), con diversi livelli di privacy e layout. Affinché tutti gli appartamenti abbiano viste panoramiche, gli architetti hanno modellato il progetto realizzando una serie di esperimenti spaziali con modelli fisici 3D. Gli spazi esterni, così pensati, sono veri e propri salotti collegati alle abitazioni che permettono ai residenti di vivere simultaneamente l’interno e l’esterno. I balconi inoltre creano un efficace velo protettivo per la facciata, forniscono l'ombra necessaria e interrompono i venti per aiutare l'aria a circolare in modo più armonioso. L’edificio, composto da diciassette piani, parteciperà attivamente alla vita della città grazie alla presenza di numerosi spazi pubblici e alla capacità di inserirsi perfettamente nel sito, diventando al contempo anche un’attrazione.

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